Sito web per una casa vacanze a Matera: cosa deve fare
Chi arriva sul sito della tua casa vacanze non deve essere convinto: è già mezzo convinto, altrimenti non ci sarebbe arrivato. Il sito serve a togliergli i dubbi che restano, e a farlo prima che si stanchi.
La maggior parte dei siti delle strutture ricettive di Matera è un biglietto da visita: una galleria di foto, due righe sui Sassi, un modulo di contatto. Sono belli e non servono a niente, perché rispondono a domande che nessuno si sta facendo.
Il percorso vero è un altro. La persona ti ha già visto su Booking o su Airbnb, oppure ha cercato "dove dormire a Matera" e sei comparso su Google. Poi ha fatto la cosa che fanno quasi tutti: ha cercato il nome della struttura per capire se sei reale. Quella ricerca è il momento in cui il sito conta, ed è l'unico momento in cui puoi guadagnare una prenotazione senza pagare commissioni.
Le tre domande a cui deve rispondere in dieci secondi
Chi apre il sito ha in testa tre cose, in quest'ordine:
- Dove siete esattamente. Non "a Matera": dentro i Sassi, sopra i Sassi, in centro, fuori. Cambia tutto — le scale, il parcheggio, il rumore, la distanza a piedi.
- Com'è davvero. Non la foto migliore: quella normale. La camera con la luce vera, il bagno intero, la vista dalla finestra così com'è.
- Quanto costa e se è libero. Se per saperlo deve scrivere una mail e aspettare, torna sul portale e prenota lì.
Un sito che risponde a queste tre cose sopra la piega dello schermo funziona. Uno che comincia con uno slider a tutto schermo e la scritta "benvenuti nella nostra dimora" no.
La struttura minima che funziona
La pagina iniziale
Nome, tipo di struttura, posizione precisa, due o tre foto vere, e il pulsante per verificare le date. Sotto, quello che ti distingue davvero: la terrazza, la colazione, il parcheggio incluso, l'ascensore. Non aggettivi — fatti verificabili.
Una pagina per ogni camera o appartamento
Questo è il punto che quasi tutti saltano, ed è quello che porta traffico. Ogni unità ha caratteristiche diverse e quindi ricerche diverse: "appartamento con vista sui Sassi", "camera con parcheggio a Matera", "casa vacanze per famiglie Matera". Una pagina sola non può posizionarsi per tutte. Cinque pagine sì.
In ogni pagina: metratura, quante persone dorme davvero (e come), dotazioni, foto della singola unità, prezzo indicativo per stagione.
Come si arriva
A Matera questa pagina vale più che altrove, e va scritta con onestà. Dove si parcheggia e quanto costa. Quante scale ci sono e se c'è un'alternativa. Se si entra in zona a traffico limitato e come si fa. Quanto si cammina dalla stazione o dal parcheggio con le valigie.
Scriverlo chiaro fa perdere qualche prenotazione, ed è un bene: sono le prenotazioni che sarebbero finite in una recensione da tre stelle con scritto "non ci avevano detto delle scale".
Contatti e prenotazione
Un modulo corto, l'email, e il canale su cui rispondi davvero. Se rispondi su WhatsApp, metti WhatsApp. Se non lo guardi mai, non metterlo.
Le foto decidono, i testi posizionano
Le foto sono il novanta per cento della decisione e lo zero per cento del posizionamento. I testi sono il contrario. Servono entrambi, e servono due lavori diversi.
Sulle foto vale una regola sola: niente grandangolo spinto. Una stanza che nella foto sembra il doppio è una recensione negativa che devi ancora ricevere. Foto di giorno, luci accese, letto fatto, bagno completo, e almeno una foto che mostri la stanza dall'ingresso come la vedi entrando.
Sui testi, la regola è non copiare la descrizione del portale. È già indicizzata sul dominio di Booking, che ha un'autorità che non puoi battere: se la ripeti, per Google la tua pagina è una copia peggiore. Riscrivi tutto, e scrivi le cose che sul portale non puoi mettere — il quartiere, dove si mangia bene a due passi, come funziona il check-in.
Velocità: la metà dei tuoi visitatori è in piedi con il telefono in mano
Il traffico di una struttura ricettiva è quasi tutto da telefono, spesso in mobilità e con una connessione mediocre. Una pagina che ci mette cinque secondi ad aprirsi perde una parte dei visitatori prima ancora di essere vista.
Le cose che pesano, in ordine: foto caricate a piena risoluzione senza ridimensionarle, temi pieni di funzioni che non usi, e i tanti script di terze parti che si accumulano negli anni. Un sito di una casa vacanze non ha bisogno di quasi nulla: deve aprirsi subito e mostrare le foto.
Il motore di prenotazione: quale scegliere e quando
Ci sono tre livelli, e conviene salire uno alla volta.
- Richiesta disponibilità. Un modulo con date e numero di ospiti. Costa zero, ma qualcuno deve rispondere in fretta: oltre le due ore, la prenotazione è già andata altrove.
- Calendario visibile. Il cliente vede se è libero prima di scrivere. Toglie metà delle richieste inutili.
- Prenotazione con pagamento. Il cliente conferma e paga senza parlare con nessuno. È l'unico livello che compete davvero con i portali, e ha senso quando i numeri giustificano il canone del motore.
Se hai due appartamenti, il primo livello fatto bene batte il terzo fatto male. Se ne hai dieci, senza il terzo passi le giornate a rispondere.
Quello che serve a Google e non si vede
Tre cose, nessuna delle quali si nota guardando il sito:
- I dati strutturati del tipo giusto per una struttura ricettiva, così Google capisce che sei un alloggio e non un blog di viaggi.
- La scheda Google Business Profile collegata al sito, con le foto aggiornate e le recensioni a cui rispondi. Per le ricerche locali pesa quanto il sito, a volte di più.
- Una pagina per ogni cosa che vuoi posizionare. Se vuoi comparire per "casa vacanze con parcheggio a Matera", quella frase deve stare in una pagina che parla di quello, non nascosta in fondo alla home.
Cosa puoi togliere senza rimpianti
Il carosello a tutto schermo che scorre da solo. Il popup della newsletter dopo tre secondi. La musica. La mappa che carica prima del testo. La pagina "chi siamo" con la storia della famiglia in cinque paragrafi — mettila, ma in fondo, dopo le camere.
E il testo sui Sassi patrimonio dell'umanità: lo sanno già, è il motivo per cui stanno cercando.
Come capire se sta funzionando
Tre numeri bastano. Quante persone arrivano dalla ricerca del nome della struttura (è il traffico che i portali ti mandano indietro). Quante richieste dirette ricevi al mese. Quale percentuale delle notti vendute è arrivata senza commissione.
Quel terzo numero è l'unico che dice se il sito si è ripagato. Se sale di dieci punti in una stagione, hai recuperato molto più del costo del sito.
Domande frequenti
Ho già Booking e Airbnb, mi serve davvero un sito?
Sì, ma non per intercettare chi non ti conosce: per quelli i portali funzionano meglio di te. Serve per chi ti ha già visto e sta cercando il tuo nome su Google. Quella persona ha già deciso di venire da te: se trova un sito che risponde ai suoi dubbi e permette di prenotare, quella notte la vendi senza commissione.
Quanto tempo serve per avere il sito online?
Per una struttura piccola, tre o quattro settimane sono realistiche se le foto ci sono già. Il tempo se ne va quasi tutto in due cose: fare le foto e decidere i testi. Lo sviluppo è la parte più veloce.
Conviene di più un sito o una pagina su un portale locale?
Le due cose non si sostituiscono. Il portale ti porta visibilità su un dominio forte; il sito è l'unico posto dove la prenotazione è tua al cento per cento. Se devi sceglierne uno solo e stai partendo, comincia dalla scheda Google Business Profile: costa zero ed è quella che a Matera porta più contatti.
Devo fare il sito anche in inglese?
A Matera sì, almeno le pagine principali. Ma tradotte da una persona, non dal traduttore automatico: una descrizione tradotta male fa più danni di una pagina che non c'è. Se il budget è limitato, traduci la home, le camere e la pagina su come si arriva, e lascia il blog in italiano.
Vuoi capire quante prenotazioni stai lasciando ai portali?
Mandami il nome della struttura. Guardo come ti si trova oggi, cosa vede chi cerca il tuo nome e da dove passano le prenotazioni che potresti prenderti da solo.
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